di nuovo online!

Il giorno più triste del 2011

Non sono quello che si dice “una sfegatata dello sport” ma ci sono due discipline che, quando sono in diretta tv, state certi di trovarmi seduta sul divano col telecomando in mano e divieto assoluto di disturbare. Parlo del motomondiale e del rugby giocato dalla nazionale.

Il mondiale di motociclismo lo seguo da tanti tanti anni. Per capirci: quando nel 1990 Loris Capirossi ha vinto il suo primo titolo nella classe 125,  io ero lì a tifare come una pazza e quando è passato in Ducati e io ero incinta del mio secondo figliolo,  ho proposto di chiamarlo Loris (*).

Il rugby invece è un amore più recente, risale al 2003 quando si sono giocati i mondiali in Australia. Il mondiale successivo, 2007, si è svolto in Francia ed io ero là a tifare, e poi Six Nations ogni anno e via discorrendo.

E veniamo agli ultimi mondiali di rugby, quelli giocati lo scorso 2011 in Nuova Zelanda, patria degli All Blacks, la più grande squadra del mondo. La finale, partita attesissima, è trasmessa di domenica mattina anche qua in Italia ed è il 23 ottobre. Avete già capito cosa sta per accadere. Fatalità, la finale di rugby è concomitante con una gara del motomondiale, quella a Sepang, ma suvvia la finale c’è ogni 4 anni e la gara in moto con il  mondiale già assegnato a Casey Stoner non può competere con un evento simile.

Guardo la finale di rugby e tengo accanto il cellulare per seguire tramite Twitter gli aggiornamenti della gara in moto. Leggo che la gara è stata interrotta per via di un incidente che, a leggere i tweet, sembra bruttino ma io non riesco a coglierne la gravità. Nell’intervallo tra primo e secondo tempo della partita giro canale e vedo il replay dell’incidente che coinvolte Marco Simoncelli e alcuni altri piloti.

Rimango basita. Basita è poco. Rimango assolutamente senza parole. Le immagini della pista senza piloti, delle espressioni sulle facce dei protagonisti del motomondiale, le notizie che non arrivano e i secondi che sembrano minuti. Rivedo il replay e non ci credo, non riesco a  crederci e comincio a temere il peggio. Insomma, quando i piloti si stendono sulla pista e scivolano via hanno sempre le braccia e le gambe leggermente alzate, invece il Sic sembra un sacco di patate inerme che attraversa la pista da parte a parte senza vita.

Non vorrei crederci ma le immagini dell’addetto Dorna che avvicina i piloti uno ad uno, per poi vedere la tristezza immensa apparire sui loro volti, urla di più di qualunque comunicato stampa.

Marco Simoncelli  muore a Sepang quella mattina, il 23 ottobre 2011, senza mai aver ripreso conoscenza dopo la caduta, forse senza manco essersi reso conto di cosa stesse accadendo. Le ultime immagini del Sic in vita lo vedono sulla sua moto in attesa della partenza, con un asciugamano giallo sulla testa e la sua ragazza a fianco che gli regge l’ombrello; magari hanno pure scambiato due parole sul tempo e hanno parlato di cosa mangiare a cena.

Gli All Blacks vincono la finale mondiale contro la Francia 8 a 7.

(immagine reperita dal web)

(*) per la cronaca: mio figlio non si chiama Loris, opposizioni interne mi hanno obbligato a scegliere un altro nome.

Comments on: "Il giorno più triste del 2011" (4)

  1. Sono d’accordo su tutto… tranne sul fatto di alzarsi per una partita di rugby!

  2. Quel pomeriggio ero a Mantova. La prima giornata della Coppa Italia di Rugby7 Femminile. La leonessa gioca nel CUS Pavia e quindi, tra una partita e l’altra alla Clubhaouse ho adocchiato un po’ di partita. La notizia della morte di Sic ci é arrivata con un sms ad una delle ragazze. C’é stato anche il modo di fare un minuto di silenzio in suo onore. Ciò non toglie il vuoto ce si é creato nello sport tutto. A 24 nni é dura morire ed é dura anche per chi resta e non vedrà più una tutta bianca sfrecciare sulle piste .Speriamo che insgni ad impennare agli angeli.
    Buon Dio permettendo.

    Ben arrivata Crì

  3. Benritrovato al Baroz e a Carlo (quellidel54)
    è un onore riavervi nel mio blog

  4. Ho letto anche il resto, naturalmente, ma ieri sera andavo di fretta. Ho la vita incasinata anch’io e ciò mi rassicura. rassicura il fatto di non essere il solo. L’unica differenza che non mi compro il rossetto (non trovo la nuance giusta che s’intoni con la barba). In compenso non avendo professori con cui confrontarmi (Ti sembra il caso che vada in università a chiedere: come va mia figlia? Per poi essere messo al bando in casa ad libitum) ho però il confronto con i pazzi del mio personale Pazzificio e … scusa se é poco!
    Ci accumuna però la pallapelosa cialtrona. Tu avrai Gastone, che a questo punto sarà per te icona imprescindibile, ma vuoi mettere con il mio Liga, gatto rock, interista (vebhè) ma soprattutto … ovale. E’ la medesima storia. Prova a dormire o tentare con il gatto disteso sopra di te che soffia perché ti uoi girare. Prova!!!
    Per il resto …. bhé sei la Cicken. Quella a cui vogliamo bene … a prescindere.

    Sayonara (giusto per non perdre il colpo e far vedere che siamo sul pezzo :-P )

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