di nuovo online!

1, 2, 3.. 17

Ho ricominciato l’università pensando che fosse come andare in bicicletta, che non si dimentica mai, o come portare fuori il cane alla sera, che subito ti scoccia ma poi ti abitui e ti piace.

Ho ricominciato l’università pensando che dopo 10 mesi di riposo (ho conseguito la laurea triennale a dicembre 2010) avrei recuperato lo smalto dei primi esami, l’entusiasmo per imparare cose nuove, la verve per i voti sempre positivi anzi, largamente positivi (ebbene sì, al primo anno prendevo pure i 30).

Invece no. Proprio no. Neanche un po’.

Preparo gli esami in 20 giorni e punto ai 24. Mi auguro i 22. Anelo i 18.

Faccio programmi di studio e di appelli che manco tom cruise in mission impossible ventisei riesce ad immaginare. Ovvio, lui non pensa che andare fuori corso gli costerebbe come una vacanza per tutta la famiglia o il riscaldamento di un inverno intero, io invece ci penso e mi pesa come un macigno.

Poi mi scontro con la dura realtà.

Ho fatto il primo appello di una prova intermedia lo scorso novembre e quando il prof ha distribuito il testo d’esame ho seriamente pensato di alzarmi e andare via, dicendo che mi ero confusa, che avevo sbagliato aula, perchè io quelle cose proprio non ero in grado di spiegarle.

Ma sono stata graziata. Dato che ero arrivata fino a lì ho pensato di fermarmi un’ora e cercare di ragionare. riflettere. elaborare. Ho preso 22 e francamente, ripensandoci, non so come ho fatto.

La prova che concludeva l’appello invece l’ho fatta all’antivigilia di natale. Ho studiato 24 giorni. Di sera, di notte, al mattino alle 5. Forse mi ero illusa che bastasse scrivere qualcosa e qualcosa ho scritto ma ho evidentemente scritto delle scemenze perchè oggi ho avuto esito e si tratta di un 17. Esatto, un voto in meno di quanto necessario a passare.

Muso nero. molto nero.

Prima reazione. 17 + 22 se faccio la media esce 19, 5, quindi va bene, lo tengo e procedo con il mio piano impossible.

Scrivo alla prof chiedendole conferma di tale brillante deduzione.

Passano le ore. Lavoro. Faccio finta di fare pausa pranzo. Lavoro ancora. Torno a casa e prelevo i miei figli e li catapulto al centro commerciale perchè indossano giacche troppo piccine per la loro crescita pre-adolescenziale. Auto. Cena.

Rifletto. Evidentemente pensare è il mio punto forte.

Scrivo privatamente alla prof chiedendole bellamente di ignorare mia precedente richiesta.

Tornerò a dare esame prima settimana di febbraio.

Tanto mission impossible mi ha sempre fatto schifo.

Comments on: "1, 2, 3.. 17" (2)

  1. anche io ho iniziato la magistrale ora, dopo mille perplessità e dopo l’ansia da tasse universitarie! e non sono mica una giovincella! in bocca al lupo

  2. anche io ho iniziato la magistrale ora, dopo mille perplessità e dopo l’ansia da tasse universitarie! e non sono mica una giovincella! in bocca al lupo

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